INTERVENTI DI RIDUZIONE DI AMPIEZZA

Riservata in genere ai casi più gravi di linfedema, dove le aree affette sono in gran parte costituite da tessuti fibrotici, la chirurgia ablativa ha lo scopo di asportare quantità più o meno estese di tessuto patologico, così da alleviare in primis le problematiche legate alle dimensioni e al peso degli arti affetti, migliorando sensibilmente la qualità di vita del paziente. In secondo luogo questa tipologia di interventi consente di ottenere un rimodellamento selettivo delle aree affette, permettendo di agire su zone poco o non responsive ad altri trattamenti.

Ultima e forse più importante è la possibilità di facilitare l’attività dei vasi linfatici competenti residui, contribuendo così a interrompere il circolo vizioso che spesso conduce a un irreversibile e non responsivo peggioramento della malattia. Tutto ciò si rivela estremamente utile nei casi in cui questi interventi vengono abbinati a interventi fisiologici (trapianto autologo di linfonodi e bypass linfo- venosi) o a liposuzione; le differenti tecniche, infatti, si combinano spesso in modo sinergico tra di loro, permettendo livelli di cura ancor più sofisticati.