TRAPIANTO DI LINFONODI (ALNT - VLNT)

Riservato ai casi in cui il sistema linfonodale sia ipoplasico o assente o in cui si verifichi un'interruzione nel flusso di drenaggio linfatico, sia esso di origine iatrogena, traumatica o post- infettiva.

L’intervento consiste nel trapianto autologo di un’unità di tessuto, detta lembo, contenente linfonodi. Questo lembo viene trasposto nella sede in cui i linfonodi sono assenti o sono non competenti. Le zone zone donatrici più comunemente utilizzate sono quella laterocervicale, quella dorsale e quella inguinale. I linfonodi prelevati sono circa tre-quattro, per evitare scompensi in area donatrice.

Il tessuto trapiantato non solo favorisce il riassorbimento della linfa in eccesso presente in area ricevente, ma permette l’instaurarsi di un nuovo equilibrio che sarà duraturo nel tempo mediante la formazione di nuovi vasi linfatici.

L’autotrapianto linfonodale trova indicazione anche con finalità preventiva. L’approccio al paziente oncologico sta vedendo un imprescindibile connubio fra la chirurgia demolitiva oncologica e quella conservativa/ricostruttiva plastica.

Si pensi ai casi in cui è necessario eseguire una mastectomia per carcinoma. Nella stessa seduta operatoria, dopo l’asportazione oncologica viene eseguita una ricostruzione mammaria con un lembo grasso addominale, ricco di tessuto adiposo per il ripristino del volume e della forma della mammella e di linfonodi per prevenire l’instaurarsi del linfedema di arto superiore.