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Dr.ssa Denisa Giardini

Dr. Massimo Soresina

Dr. Andrea Menozzi

 

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CENTRO LINFEDEMA


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LINFOCELE: PERCHE' SI FORMA DOPO UN INTERVENTO E COME SI CURA

 

Introduzione
Se dopo un intervento chirurgico hai notato la comparsa di un rigonfiamento localizzato, teso e talvolta fastidioso nella zona operata, potresti trovarti di fronte a un linfocele.
Scoprire una nuova "tumefazione" dopo un'operazione (specialmente se oncologica) può spaventare. Desideriamo rassicurarti: il linfocele è una complicanza post-operatoria comune, ben nota ai chirurghi e agli specialisti del sistema linfatico, e nella maggior parte dei casi assolutamente gestibile.
In questa pagina capiremo insieme di cosa si tratta, perché si forma e quali sono i trattamenti più efficaci per risolverlo.

Che cos'è un Linfocele?


Il linfocele non è altro che una raccolta di liquido linfatico che si accumula in uno spazio anatomico "vuoto" creato dalla chirurgia.
A differenza del linfedema (che è un rigonfiamento diffuso di un intero arto dovuto a un rallentamento generale della linfa), il linfocele è una specie di "sacca" o cisti localizzata ben precisa.


 

Perché si forma? (Le cause)


Durante alcuni interventi chirurgici è necessario rimuovere i linfonodi (un'operazione chiamata linfadenectomia) o sezionare i vasi linfatici che si trovano nell'area da operare.
1. I vasi linfatici rimasti interrotti continuano a trasportare linfa.
2. Se l'estremità del vaso non si sigilla immediatamente, la linfa "gocciola" nei tessuti circostanti.
3. Il corpo, per circoscrivere questo liquido, crea una sottile membrana intorno all'accumulo, formando il linfocele.
 

Gli interventi in cui si riscontra più frequentemente sono:

  • Chirurgia oncologica ginecologica (tumori dell'utero o della cervice)
  • Chirurgia urologica (asportazione della prostata)
  • Chirurgia mammaria (svuotamento ascellare per tumore al seno)
  • Chirurgia vascolare (soprattutto nella zona dell'inguine)
  • Trapianti di rene


 

Quali sono i sintomi? 

Molti linfoceli sono piccoli e non danno alcun sintomo: vengono scoperti per caso durante un'ecografia di controllo. Quando invece diventano più grandi, il paziente può avvertire:

  •  Una sensazione di forte tensione o pesantezza nella zona
  • Un rigonfiamento visibile o palpabile sotto la pelle
  • Dolore localizzato o fastidio durante i movimenti
  • Se il linfocele è molto grande e si trova nell'addome o nell'inguine, può premere sui vasi sanguigni vicini (causando il gonfiore della gamba) o sulla vescica (creando lo stimolo continuo a urinare)

Come si cura il Linfocele? I trattamenti possibili


La strategia terapeutica dipende interamente dalle dimensioni della raccolta e dai sintomi del paziente. Le opzioni principali sono tre:
 

1. L'attesa controllata (Monitoraggio)
Se il linfocele è piccolo, non fa male e non preme sugli organi vicini, l'approccio migliore è non fare nulla. Molto spesso il corpo riesce a riassorbire il liquido spontaneamente nel giro di qualche settimana o mese. Vengono eseguiti controlli ecografici periodici per monitorarne l'evoluzione.
 

2. Terapia Elastocompressiva e Fisiatrica Dermatolinfocinetica
Nei casi in cui il linfocele sia superficiale (ad esempio all'inguine o sotto l'ascella), l'utilizzo di un bendaggio compressivo mirato o di una guaina elastica specifica può esercitare la giusta pressione meccanica per favorire il riassorbimento del liquido e impedire alla sacca di espandersi ulteriormente. 

Nota: il linfodrenaggio manuale sul linfocele stesso va eseguito solo da personale altamente specializzato, per evitare di sollecitare la sacca infiammata.
 

3. Trattamenti Medici e Chirurgici (per i casi sintomatici)
Se il linfocele continua a crescere, causa dolore o si infetta, il medico può optare per:

  • Aspirazione percutanea (Puntura): sotto guida ecografica, si inserisce un ago sottile per svuotare la sacca. Spesso però il liquido tende a riformarsi.
  • Scleroterapia: subito dopo aver svuotato il linfocele, si inietta all'interno una sostanza (come l'alcol sterile o antibiotici specifici) che fa "incollare" e cicatrizzare le pareti della sacca, impedendo alla linfa di accumularsi di nuovo.
  • Chirurgia:  nei casi resistenti, si interviene chirurgicamente per mettere asportare il linfocele ed eseguire una o più anasotmosi linfovenose tra i vasi linfatici e vene presenti in zona in modo da garantire lo scarico linfatico senza che si accumuli più. Per evidenziare le vie linfatiche utilizziamo durante l'intervento chirurgico un colorante che attraverso una speciale telecamera le mette in evidenza in maniera perfetta.


Quando rivolgersi al medico o al Centro Linfedema?

 

È importante monitorare il linfocele e contattare subito lo specialista se compaiono "segnali d'allarme" che indicano un'infezione o una compressione vascolare:

  • La pelle sopra il rigonfiamento diventa rossa, calda e molto dolente
  • Compare febbre
  • La gamba o il braccio dal lato del linfocele iniziano a gonfiarsi rapidamente


Presso il nostro Centro offriamo percorsi diagnostici e terapeutici personalizzati per la gestione delle complicanze linfatiche post-chirurgiche. Se hai dubbi o hai bisogno di una valutazione specialistica, prenota una consulenza.